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Audiolab DC Block 6

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Il DC Block 6 è stato progettato per migliorare la qualità dell’elettricità CA che alimenta i nostri sistemi audio e AV.

L’elettricità di rete ha un’influenza fondamentale sul segnale audio quando passa attraverso un sistema, dalla sorgente agli amplificatori ai diffusori. L’alimentazione di rete in un’abitazione tipica è soggetta a interferenze indotte da una serie di problemi, che causano la distorsione della forma d’onda CA prima che raggiunga ciascun componente. Questo crea un rumore nel segnale audio, che degrada la qualità del suono, una situazione che continua a peggiorare con l’aggiunta di un numero sempre maggiore di dispositivi elettrici alla rete domestica.

Alimentazione di rete in corrente continua

Un problema comune è la “corrente continua sulla rete”, un problema che notoriamente influisce sulle prestazioni delle apparecchiature audio, in particolare degli amplificatori. In teoria, l’elettricità di rete che riceviamo dalle prese di casa dovrebbe essere pura CA, con un’onda sinusoidale perfettamente simmetrica che alterna fasi positive e negative.

Tensione DC

I trasformatori CA comunemente utilizzati nelle apparecchiature audio domestiche non possono tollerare la presenza di livelli significativi di tensione CC senza essere compromessi. Meno di 500mV di corrente continua – tipici di una rete elettrica domestica media – possono essere sufficienti a provocare la saturazione dei trasformatori toroidali, come quelli spesso presenti negli amplificatori, con conseguenti ripercussioni negative sulle prestazioni sonore e vibrazioni meccaniche udibili.

L’audiolab DC BLOCK 6 è una soluzione a sei vie per risolvere questo problema fin troppo comune.

Bloccando, o annullando, la tensione continua presente nell’alimentazione di rete, il DC BLOCK 6 corregge lo scostamento della corrente continua e riequilibra l’onda sinusoidale di rete. Ma la gestione della “corrente continua sulla rete” non è l’unico vantaggio offerto da questo dispositivo a doppia azione: contiene anche un circuito di filtraggio di classe audio ad alte prestazioni che rimuove i contaminanti RFI/EMI dalla rete di alimentazione. In questo modo si riducono efficacemente sia i disturbi di tipo differenziale (esacerbati dagli economici alimentatori a commutazione utilizzati da molti elettrodomestici) sia quelli di tipo comune (aggravati dalle interferenze aeree di telefoni, reti Wi-Fi e Bluetooth).

Un dispositivo specializzato per l’ottimizzazione dell’alimentazione a sei vie di tale efficacia, DC block 6 è disponibile in nero o argento. Viene fornito con un set completo di cavi di alimentazione: sei cavi IEC da C14 a C13 per collegare le sue uscite ai componenti del sistema dell’utente, più un cavo per collegarlo alla rete elettrica.

Specifiche tecniche:

Filtro di alimentazione a 6 prese individuali
Display voltmetro OLED, case in alluminio
Blocco corrente continua dalla rete elettrica e filtro RF Utilizzabile con qualunque apparecchio audio dotato di cavo IEC Dimensioni L444 x A78,4 x P306,4mm, peso 4.6kg, finitura Black o Silver.

La bellissima recensione di Cristiano:

Che cos’è il “DC Block 6” di Audiolab?

In poche parole, si tratta di un filtro di rete operante ad alta frequenza, in grado di sopprimere sia il rumore dell’alimentazione elettrica sia di bloccare la presenza di corrente continua, con protezione da sovraccarico.

Il DC Block 6 pertanto non è uno stabilizzatore (se in ingresso misureremo ad esempio 225Vac, in uscita saranno sempre 225Vac) né un rigeneratore d’onda sinusoidale, né un soppressore di disturbi della frequenza di rete.

In ogni caso, questo apparecchio è stato progettato per migliorare la qualità della tensione elettrica di rete che alimenterà i nostri amatissimi sistemi audio stereofonici e multicanale-AV.

 

Filosofia progettuale

Da tempo la letteratura tecnica di settore e le filosofie progettuali di molti costruttori si focalizzano sulla fondamentale importanza degli stadi di alimentazione delle apparecchiature audio, finalizzata all’ottenimento delle migliori prestazioni possibili; di conseguenza, la qualità della rete elettrica può avere un’influenza rilevante sul segnale musicale lungo tutta la catena stereo/AV.

Sappiamo anche che la rete elettrica domestica è soggetta a disturbi ed interferenze indotte da tutta una serie di problemi quali le cadute di rete, fluttuazioni di tensione, fluttuazioni di frequenza, distorsioni armoniche della forma d’onda, disturbi di modo comune e differenziale, residuali in corrente continua (CC o anche DC), ecc; tali disturbi possono appunto causare una distorsione della forma d’onda CA prima che raggiunga ciascuna delle nostre preziose elettroniche, con possibili degradi del segnale musicale.

Un disturbo più comune di quanto si creda è poi la presenza di corrente continua sulla rete elettrica, in grado di influire negativamente sui trasformatori di alimentazione, con particolare accanimento sui grossi toroidali delle amplificazioni.

Secondo Audiolab, già meno di 500 mV di corrente continua, un valore abbastanza comune in una fornitura elettrica domestica media, possono essere sufficienti per saturare i trasformatori toroidali causando delle vibrazioni meccaniche udibili.

Queste vibrazioni non devono essere confuse con fruscii o, soprattutto, ronzii avvertibili talvolta dagli altoparlanti, generati piuttosto da loop di massa oppure dalle stesse amplificazioni: trattasi di un “rumore” proveniente direttamente dai trasformatori.

Il DC Block 6 si prefigge appunto di correggere l’offset CC e di riequilibrare l’onda sinusoidale della rete, aggiungendo anche un filtro EMI/RFI (ElettroMagnetic Interference / Radio-Frequency Interference).

 

Costruzione interna

Rimuovendo il coperchio superiore, immediatamente a valle della vaschetta IEC d’ingresso, del tasto d’accensione e della protezione da sovraccarico, vi è infatti un circuito di filtraggio che attenua o rimuove i contaminanti RFI/EMI dall’alimentazione di rete. La tipologia di filtro adottata, pur nella sua semplicità progettuale, dovrebbe infatti ridurre sia il rumore in modalità differenziale (amplificato soprattutto dalle economiche alimentazioni a commutazione, utilizzate in molti elettrodomestici e negli apparati informatici) sia il rumore in modalità comune (aggravato invece dalle interferenze aeree provenienti da telefoni, reti Wi-Fi e Bluetooth).

A seguire, su una grande scheda elettronica rettangolare posta circa al centro dello spazio utile interno con ovvio sviluppo in larghezza, sono montati sei gruppi di soppressione della CC, per ognuna delle sei prese d’uscita in formato IEC femmina C13. Lo schema circuitale prevede due classici condensatori di sicurezza (uno in ingresso ed uno in uscita) in polipropilene della serie MPX-X2, un ponte raddrizzatore e due grosse capacità di filtro da 10000microF/16V.

 

 

Ogni presa d’uscita può sopportare sino ad 8 Ampere (pari dunque ad una potenza d’assorbimento di 1.840W per una tensione di 230Vac), ma il carico massino totale sopportato dall’apparecchio è di 10 A (circa 2.300W).

Il progetto è completato da una scheda a montaggio verticale ed a ridosso della parte frontale centrale (in prossimità del display OLED di misura a caratteri rossi del voltaggio di rete) che, di fatto, è un vero e proprio Voltmetro.

Il display può essere disattivato mediante un apposito tastino posto sul retro, in prossimità del pulsante ON/OFF.

Costruzione, dimensioni e finiture si adattano perfettamente alla serie 6000, anche se il DC Block 6 non sfigurerebbe nemmeno in un impianto Audiolab della serie 7000.

 

Funziona?

Tra i vari finali di potenza, possiedo anche un ottimo Forté Audio FT-1, al cu interno troneggia un notevole trasformatore che, saltuariamente, ronza o vibra, seppure poi risulti silenzioso verso i diffusori.

Un sabato pomeriggio, sostituendo i miei abituali Albarry M408 (prima edizione assoluta, probabilmente 1983) col finalone Forté, poco dopo la sua accensione il trasformatore inizia a ronzare; attendo qualche minuto nella speranza che questa vibrazione/ronzio non sparisca, quindi spengo il finale, sostituisco il cavo di alimentazione con uno dei sei cordoni IEC C13-C14  forniti in dotazione al DC-Block6 e lo collego ad una delle prese d’uscita dell’Audiolab. Riaccendo il finale ed il ronzio non è stato più avvertibile sino al termine della sessione d’ascolto.

Ho lasciato collegato il Forté al mio sistema audio, riascoltandolo nei giorni successivi in orari diversi: il ronzio non si è mai ripresentato. Non possedendo alcuna strumentazione specifica di controllo, il mio giudizio rimane squisitamente empirico: ronzio sparito (perché per pura coincidenza non c’era alcuna corrente residuale in CC? Perché il finale non “aveva voglia di ronzare”?… intendendo che quel ronzio possa essere generato da altre cause…) ergo il DC Block funziona!

Risvolti sulla qualità audio complessiva dell’impianto?

Sono sincero: mi sono sforzato ad ascoltare brani a me arcinoti sia per focalizzazione, articolazione, immagine, dinamica e bilanciamento tonale, ma non ho mai chiaramente percepito alcuna variazione udibile (sia in positivo che in negativo).

L’apparecchio svolge semplicemente il compito per il quale è stato progettato, anche collegandogli il resto delle apparecchiature (sorgente, dac, preamplificatore): nulla di più!

Se la qualità della rete elettrica tende a continue fluttuazioni di tensione e di frequenza e distorsioni varie della forma d’onda, l’Audiolab non potrà purtroppo rigenerare granché; esistono in commercio altre apparecchiature più mirate a tali scopi, proposte purtroppo a costi notevolmente maggiori.

 

Considerazioni audiofile

In dotazione all’apparecchio sono forniti: un comune cordone d’alimentazione a spina schuko e presa IEC C13 e sei cavi d’alimentazione terminati a presa IEC C!3 e spina IEC C14, poiché appunto le sei uscite filtrate del DC Block sono delle prese IEC C13 da cabinet.

Tutti e sette i cavi sono di qualità standard, da grande distribuzione… in altre parole, normalissimi cavi senza alcuna velleità “audiofila”.

Se si pensa con quale finalità sia stato progettato l’apparecchio, le considerazioni a seguire potrebbero essere comuni a parecchi appassionati:

  • Il brand ha cercato di contenere il più possibile i costi di produzione e commercializzazione, fornendo comunque ben sette cavi per un completo utilizzo dell’apparecchio; considerando soltanto i sei cavi di collegamento, il loro acquisto al dettaglio si aggirerebbe tranquillamente sui 40-50 euro.
  • In ragione del punto precedente, lo chassis è sostanzialmente il medesimo utilizzato per le altre apparecchiature della serie 6000; la limitata altezza del cabinet ha evidentemente comportato la scelta delle prese IEC femmina in luogo delle ben più comuni prese schuko o addirittura delle prese multistandard; d’altronde però IEC è un’organizzazione internazionale per la definizione di standard in materia di elettricità ed elettronica, spesso definiti in collaborazione con la ISO. Con tale scelta, Audiolab ha evitato la commercializzazione di più apparecchiature in funzione dei vari standard europei e americani.
  • L’appassionato affetto da audiofilia, fissato dalla qualità dei cavi, oltremodo attento anche alla qualità dell’alimentazione delle sue amate elettroniche e disposto dunque ad acquistare un prodotto come il DC Block 6, probabilmente se ne infischierà dei due punti precedenti, trovandosi impossibilitato ad utilizzare i suoi costosi cavi d’alimentazione, perché certamente terminati, lato spina, con una schuko, una spina inglese, una spina italiana, ecc. Altre apparecchiature inoltre possiedono già un loro cordone d’alimentazione non staccabile, pertanto già terminato con una spina che non sarà ovviamente una IEC C14, dunque incompatibile con le uscite del DC Block 6.
  • A questo audiofilo, non sembrerà paradossale l’acquisto di un soppressore di disturbi EMI/RFI e di correnti CC, per poi utilizzare comunissimi cavetti di scarsa sezione, non schermati? Fortunatamente la solita Aliexpress et similia commercializza degli adattatori IEC C14/schuko femmina, ma 6 di questi adattatori costerebbero comunque altri 40-50 euro. OK, ma a questo punto l’interesse dell’audiofilo verrebbe un poco compromesso.
  • Il DC Block 6 è pensato per un completamento della serie 6000, una linea di prodotti ben curati ma comunque economicamente abbordabili; ma l’appassionato che “si accontenta” di questa serie, potrebbe non avere a disposizione un grande budget e con ogni probabilità preferirà investire su altro piuttosto che sul DC Block 6. Forse le mie sono elucubrazioni negativamente influenzate dalla mia sindrome audiofila ma, se avessi ragione, le potenzialità commerciali di questo apparecchio non sembrerebbero poi così eclatanti, nonostante l’idea di un direct current blocker sia tanto originale da poter costituire un’attrattiva unica in un panorama talvolta noioso (e parecchio costoso) qual è l’alta fedeltà dei nostri giorni.

 

Considerazioni di un autocostruttore

Il DC Block 6 è acquistabile a 430-450 euro, esteticamente lineare ed accattivante, dotato di voltmetro con elegante display tondeggiante, di sei uscite singolarmente filtrate e di sei cordoni d’alimentazione, con filtro EMI/RFI in ingresso e protezione da sovraccarico.

Audiolab commercializza anche il più piccolo DC Block, un simpatico scatolotto con una sola uscita, che non possiede un filtro EMI/RFI né una protezione da sovraccarico, seppure l’ingresso sia protetto comunque da un filtro RC (oltre che ovviamente da un fusibile, incorporato nella spina d’ingresso, analogamente al Block 6). Il DC Block è commercializzato a circa €120. In proporzione, il DC Block 6 sembra un vero affare, oltre al fatto che il progetto è più curato e performante.

A mio parere il DC Block 6 presenta comunque un “limite”, comune ad analoghe apparecchiature quali le varie ciabatte filtrate di provenienza cinese: è presente un unico filtro EMI/RFI, comune a tutte le sei uscite. Eventuali interferenze elettromagnetiche fra gli stessi componenti di una catena audio o AV, tutti collegati al DC Block 6, non sarebbero probabilmente intercettate e filtrate.

Sempre sul solito Aliexpress si trovano con facilità delle schede elettroniche integrate, ovvero costituite sia da un filtro EMI/RFI, sia dal filtro CC, entrambi addirittura più complessi e probabilmente più performanti, come il modello riportato in foto.

I prezzi d’acquisto al dettaglio per un’unità di questo tipo da 10 Ampere, ammontano a 9-10 euro franco partenza ed IVA inclusa. Quanto avrebbero inciso sei moduli integrati EMI/RFI/CC Block nell’economia di realizzazione del DC Block 6, pur considerando un montaggio leggermente più impegnativo rispetto ad un’unica mother board?

Su una produzione industriale a catena di montaggio, i costi (forse) superiori sarebbero stati comunque limitati e tali da aumentare (forse) il prezzo di listino di poche decine di euro.

Da ex-autocostruttore di filtri ed isolatori di rete, personalmente avrei improntato una strategia tecnico-commerciale indirizzata ad un sistema di filtrazione integrato EMI/RFI + CC block, uno per ognuna delle sei uscite, con sei prese universali sul pannello posteriore (leggermente più grandi della presa IEC, circa 43x43mm con foro di montaggio 36x36mm) in luogo dello standard IEC.

Mmhhh…mi è venuta un’idea… 😊

 

Ottimi ascolti senza pregiudizi.

 

Cristiano  Nevi – free reviewer

 

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