Descrizione
Da tempo ho avuto modo di ascoltare diversi modelli di diffusori KEF e sono sempre rimasto colpito dalla loro qualità e dal prezzo accessibile.
KEF è un marchio inglese che mi ha accompagnato sin da quando, da piccolo, nel soggiorno di casa, ascoltavo musica con la coppia di “Chorale” di mio padre.
Nel corso degli anni mi sono sempre più accostato all’alta fedeltà e all’audio costruzione e ho avuto modo di notare una serie di progetti molto interessanti impieganti trasduttori Kef.
L’anno scorso sono riuscito a reperire una coppia di “Calinda” e dopo averle restaurate, (ti ho inviato una recensione in merito) ho scoperto straordinarie performance soniche a fronte di un investimento economico minimo. Mi sono poi passate fra le mani anche le famose Ls 3/5 (che ho utilizzato come metro di paragonate per il clone ideato da Distefano/Bellino), e anche in questo caso non ho potuto fare a meno di notare la intrinseca qualità dei componenti KEF.
Sono arrivato dunque a una conclusione a fronte anche di numerosi ascolti comparativi con altri costruttori di altoparlanti: Il livello qualitativo raggiunto da KEF sul finire degli anni settanta è stato talmente elevato da rendere i suoi diffusori progettati in quegli anni competitivi persino oggi con la produzione attuale di varie marche.
Ciò che è più interessante in tutto questo è che tali diffusori KEF si possono trovare con una cifra ridicola sul mercato dell’usato e quindi la possibilità di accostarsi ad un suono veramente audiophile è praticamente aperta a tutti.
Con meno di sessanta sterline una coppia di leggendarie 104Ab hanno, così, preso il posto delle mie AR 108. e quella che segue è una recensione proprio su questo modello storico che ha segnato in qualche modo la storia della riproduzione domestica della musica.
Per chi non li conoscesse i 104 aB sono dei diffusori a due vie con radiatore passivo per le basse frequenze in configurazione a cassa chiusa che possono essere usati sia come diffusori da scaffale che come diffusori da pavimento attraverso due basi dedicate. Sono il primo modello in assoluto della prima serie Reference della casa inglese introdotta nel mercato a partire dal 1976.
Impiegano una tecnologia rivoluzionaria per l’epoca: tutti i drivers sono realizzati in materiale plastico (bextrene per il woofer, Nomex per il tweeter, poliuretano per il radiatore passivo) e sono il risultato di un progetto sviluppato - per la prima volta nella storia dei diffusori – con l’ausilio di elaboratori di calcolo elettronici per simulare, in fase di progettazione, le future performance .
Gli altoparlanti montati sono i famosissimi B139 e B200, per le basse e medie frequenze e il leggendario (è proprio il caso di dirlo) tweeter T27.
La coppia di cui sono venuto in possesso è realizzata in un’elegante finitura laccata nera effetto pianoforte (che ho dovuto riverniciare) e non presenta alcun difetto di funzionamento. Il B200 e il B139, infatti, sono due trasduttori piuttosto longevi perché, come detto, hanno i coni realizzati con un polimero e le sospensioni in gomma non in foam(!) Il tweeter T27 è forse un po’ più delicato, spesso mi è capitato di vederne alcuni con la cupola schiacciata o dal suono gracchiante ma nel mio caso sono ambedue perfetti. Sul baffle è montato, in corrispondenza del circuito di crossover, anche un selettore che interviene sulla gamma media se azionato e un fusibile posto a protezione del tweeter.
Esteticamente si tratta di due diffusori piuttosto monolitici e dalla forma perfettamente squadrata, privi di quegli accorgimenti estetico/funzionali cari agli audiofili come i baffle con gli angoli e gli spigoli smussati e i doppi terminali placcati in oro, eppure, come dirò a breve, la loro performance è sorprendente.
I cabinet sono realizzati in truciolare di circa 2,5 cm di spessore e ciò li rende decisamente pesanti, internamente sono applicati sui pannelli sia dei fogli di 5 mm di materiale bitumoso che uno spesso rivestimento (4cm) di gommapiuma fonoassorbente. Non è possibile il biwiring, possono essere usati solo connettori a banana o di standard inglese. Originariamente era previsto sul frontale un rivestimento in foam che fungeva da griglia parapolvere che però si autodistruggeva polverizzandosi dopo circa tre o quattro anni.; personalmente io li ho corredati di una griglia parapolvere autocostruita con tela fono trasparente.
Le specifiche tecniche sono di tutto rispetto, del resto si tratta di un diffusore presentato all’epoca come modello di riferimento.
La potenza nominale si aggira intorno ai 100 watt, anche se, personalmente, io mi terrei sotto tale soglia.
La risposta in frequenza è eccezionale; si va dai 30 ai 40.000 hz; pochissimi diffusori sono in grado di eguagliare tali prestazioni oggi e il loro prezzo è certamente elevato. La sensibilità indicata è di 97 decibel ma è misurata con 12,5 watt di potenza in ingresso, obbiettivamente è un modo piuttosto inusuale di misurare questo parametro, ho calcolato che comunque misurandola con 1 watt questa dovrebbe attestarsi intorno agli 86-87 decibel.
Il taglio di frequenza del cross-over avviene a 3000hz.
Prova d’ascolto
È risaputo, in letteratura, che i diffusori 104 aB sono abbastanza avidi di Watt. Per la prova dunque, ho tenuto in considerazione questo dato e ho cercato di capire fino a che punto questo fosse vero.
Ho usato 3 amplificatori diversi. Un Audio Analogue Puccini SE, un valvolare di costruzione artigianale inglese è un Trends audio 2040 la versione più raffinata e audiophile del T-amp.
Come sorgente ho scelto un modello Sony della serie ES.
Con il valvolare (15 watt effettivi) il risultato è stato buono ma non entusiasmante, la risposta dei bassi mi è sembrata piuttosto ”vaga” e leggermente distorta ma di contro, la riproduzione delle frequenze medie alte è stata di primissimo livello con una grana molto fine e setosa. Buona la scena, abbastanza profonda nelle tre dimensioni e piacevolmente naturale.
Con il Puccini i diffusori hanno dimostrato il loro alto lignaggio, bassi corposi e profondi, sezione medio-alta molto rifinita e mai stancante, una riproduzione delle voci estremamente calda e naturale e una scena tridimensionale dove sono riuscito a scorgere senza difficoltà i diversi livelli e la posizione degli strumenti nell’ambiente. In due parole: realismo coinvolgente.
La vera sorpresa è stata, tuttavia , la performance con il Trends audio il piccolo ampli digitale dalla potenza di poco più di 8 watt.
Direi che pochi minuti ascolto sono riusciti a sfatare il mito di un diffusore difficile da pilotare; i coni dei woofer hanno cominciato a muoversi già con la manopola del volume a ore 9.
La riproduzione è stata complessivamente brillante, piuttosto analitica nei dettagli e di alto livello. Anche la scena musicale è stata ricostruita perfettamente e le voci mi sono sembrate riprodotte ancora meglio, tutto questo con pochissimi watt a disposizione, Probabilmente se i watt sono buoni i 104 aB rispondono bene.
Complessivamente le prestazioni dei Reference 104aB sono veramente notevoli. Sono diffusori molto veloci e godono di una timbrica molto neutrale una caratteristica difficile da ottenere con diffusori economici. Il loro punto di forza è sicuramente la riproduzione delle voci e il fatto di riuscire a scendere fino alla soglia dei 30 Hz mantenendo bassi puliti. Riescono a regalare all’ascoltatore una piacevole immagine sonora, ampia e dettagliata e si prestano bene per riprodurre vari generi musicali. Il loro prezzo era piuttosto proibitivo all’epoca ma oggi con una manciata di euro si possono portare a casa facilmente e dal mio punto di vista, rappresentano una valida alternativa a gran parte dell’attuale produzione nella così detta “fascia intermedia” ammesso che essa esista ancora.
Di cosa si tratta:Diffusori
Produttore: Kef
Caratteristiche: Due vie + radiatore passivo
Costo
Specifiche
| Tipo diffusore | passivo |
|---|---|
| Sensibilità | 97 dB |
| Risposta in frequenza | 30-40000 Hz |
| Configurazione vie | 2 |
| Tipo cabinet | sealed |
| Paese di origine | Inghilterra |
| Anno produzione | 1976 |
| Materiale cabinet | truciolare |
| Potenza max gestibile | 100 |
| Frequenza crossover | 3000 Hz |
| Woofer | B139 |
| Tweeter | T27 |
| Connettori | banana, standard inglese |
| Finitura | nero laccato effetto pianoforte |
Sul marchio
KEF è un marchio britannico di diffusori acustici di alta gamma, fondato nel 1961 da Raymond Cooke a Tovil, nei pressi di Maidstone, nel Kent (Inghilterra). Il nome stesso — acronimo di Kent Engineering & Foundry — ricorda le origini dell'azienda, nata all'interno degli stabilimenti di una fonderia metallurgica. KEF si posiziona nel segmento premium del mercato hi-fi, rivolgendosi ad audiofili esigenti che cercano una riproduzione sonora fedele, naturale e tecnologicamente all'avanguardia.
La filosofia aziendale di KEF affonda le radici nella formazione del suo fondatore. Raymond Cooke, ingegnere proveniente dai laboratori della BBC, portò nel mondo dei diffusori un approccio rigorosamente scientifico: KEF fu tra i primi costruttori a sperimentare nuovi materiali sintetici e strumenti di misura e progettazione avanzati, con un unico obiettivo — avvicinare il più possibile l'ascolto all'evento musicale dal vivo.
L'innovazione che ha reso KEF celebre in tutto il mondo è il driver Uni-Q, introdotto nel 1988. In questo sistema il tweeter è collocato esattamente al centro acustico del medio-woofer, dando vita a un'unica sorgente puntiforme: il risultato è un suono straordinariamente coerente, una scena sonora ampia e stabile e un ascolto ottimale anche fuori dall'asse centrale, in qualunque punto della stanza. Costantemente perfezionata negli anni, la tecnologia Uni-Q è diventata la firma inconfondibile del marchio.
La ricerca KEF non si è mai fermata. Con la Metamaterial Absorption Technology (MAT) l'azienda ha sviluppato uno speciale labirinto acustico capace di assorbire quasi integralmente le emissioni posteriori del tweeter, abbattendo le distorsioni e restituendo un suono di purezza eccezionale. È il cuore della celebre LS50 Meta, evoluzione della leggendaria LS50: uno dei diffusori da scaffale più premiati e amati di sempre.
Il catalogo KEF spazia dai compatti monitor da libreria ai grandi sistemi da pavimento di riferimento: dalla storica LS3/5A — mini-monitor legato agli studi della BBC — alle apprezzatissime serie Q e R, fino alle ammiraglie Reference e Blade, autentiche sculture acustiche. Frutto del costante dialogo tra ingegneria e design, i diffusori KEF uniscono prestazioni di altissimo livello a un'estetica raffinata e immediatamente riconoscibile.
Scegliere KEF significa portare a casa oltre sessant'anni di innovazione britannica e la promessa di un suono fedele, dettagliato ed emozionante. Scopri la gamma KEF disponibile da Audiocostruzioni e lasciati conquistare dalla coerenza e dalla naturalezza del suono Uni-Q.
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