Descrizione
Il McIntosh MC2105 rappresenta una pietra miliare nella storia del marchio americano: è il primo amplificatore a stato solido prodotto da McIntosh, costruito tra il 1967 e il 1978. Si tratta di un finale di potenza stereo a due canali capace di erogare 105 watt per canale su 8Ω, con una risposta in frequenza che si estende da 10 Hz a 100 kHz e una distorsione armonica totale contenuta allo 0,25%.
Il vero tratto distintivo di questo amplificatore finale stereo sono gli autoformer, i trasformatori di uscita brevettati McIntosh. Grazie a questa soluzione, lo stadio finale lavora sempre su un carico ottimale a prescindere dall'impedenza dei diffusori collegati, da 4Ω a 16Ω. È questo il motivo per cui l'MC2105 mantiene bassa distorsione e banda passante completa anche pilotando casse acustiche impegnative o reattive, dove molti finali a stato solido faticano. Chi si chiede quale sia il miglior finale di potenza vintage per diffusori difficili da pilotare trova nell'MC2105 una risposta concreta.
L'estetica è inconfondibile: il frontale in vetro e i caratteristici meter blu non sono solo un elemento di stile, ma strumenti di lettura della potenza erogata in tempo reale. A questo si aggiungono i circuiti di protezione contro corto circuito, circuito aperto e disadattamento d'impedenza, oltre ai cutout termici montati sui transistor di uscita: un livello di robustezza che spiega perché tanti esemplari restino in funzione dopo decenni.
Sul piano dell'uso pratico, l'MC2105 è un finale puro e richiede un preamplificatore o un sintoamplificatore in abbinamento. Si sposa naturalmente con i preamplificatori McIntosh dell'epoca (come i C28 o C26), ma la sua versatilità lo rende adatto a integrarsi in impianti hi-fi vintage di vario tipo. Per chi cerca un componente da collezione dal valore storico e dalle prestazioni ancora attuali, questo amplificatore a stato solido resta un riferimento del mercato vintage e collezionistico.
Specifiche
| Tipologia amplificazione | transistor |
|---|---|
| Potenza RMS per canale | 105 W |
| Carico di riferimento | 8 ohm |
| Risposta in frequenza | 10 Hz – 100 kHz |
| Distorsione armonica (THD) | 0.25 % |
| Rapporto S/N | 90 dB |
| Sensibilità ingresso linea | 0.5 |
| Impedenza ingresso | 4-16 kOhm |
| Dimensioni | L 41,1 × A 18,1 × P 36,8 cm |
| Peso | 29,5 kg |
| Finitura | Anodizzato oro e nero con nomenclatura oro-teal |
| Anno produzione | 1967-1978 |
| Paese di origine | USA |
Sul marchio
McIntosh Laboratory fu fondata nel 1949 da Frank H. McIntosh e Gordon Gow a Silver Spring, nel Maryland, e nel 1951 si trasferì a Binghamton, nello stato di New York, dove ha tuttora sede. Dal novembre 2024 il McIntosh Group, che comprende anche Sonus faber, appartiene all'americana Bose, che ha dichiarato di voler mantenere i due marchi concentrati su amplificatori, diffusori e giradischi.
La storia di McIntosh inizia con il circuito Unity Coupled, brevettato agli esordi dell'azienda e alla base del primo amplificatore, il 50W-1: una particolare configurazione del trasformatore d'uscita che riduceva la distorsione rispetto agli amplificatori dell'epoca e che è ancora oggi impiegata nei finali a valvole come l'MC275. Il design è inconfondibile: frontali in vetro nero, adottati dagli anni Sessanta, e i caratteristici VU meter illuminati di blu, presenti dalla metà degli anni Settanta. I trasformatori vengono ancora avvolti a mano all'interno dell'azienda.
Tra le soluzioni tecniche distintive ci sono gli Autoformer, gli autotrasformatori d'uscita impiegati in molti finali e integrati a stato solido, che permettono di erogare la piena potenza nominale su carichi da 2, 4 e 8 ohm; il Power Guard, circuito brevettato che confronta il segnale d'ingresso con quello d'uscita e limita il clipping; il Sentry Monitor, protezione senza fusibili che scollega lo stadio finale quando la corrente supera i limiti di sicurezza e ripristina automaticamente il funzionamento.
La gamma copre l'intera catena. Tra gli integrati ci sono l'MA252, primo integrato ibrido del marchio, con preamplificatore a valvole 12AX7 e 12AT7, finale a transistor da 100 watt su 8 ohm e uscita cuffie, e l'MA12000, ibrido da 350 watt per canale, oltre agli integrati a stato solido MA5300, MA7200, MA8950 e MA9500 e al valvolare MA2375. Il finale a valvole MC275 VI eroga 75 watt per canale con valvole KT88, oppure 150 watt in configurazione mono; i finali a stato solido vanno dall'MC152 al monofonico MC2.1KW da 2.000 watt. Completano la proposta i preamplificatori C22 MKV, C49, C55, C2800 e C12000, i lettori MCD85, MCD350, MCD600 e MCD12000, lo streamer DS200, l'amplificatore per cuffia MHA200, i giradischi MT2, MT5 e MT10 e i diffusori XR100, XRT1.1K, XRT2.1K e ML1 MK II.
La ML1 MK II riprende la ML1 progettata intorno al 1970 da Roger Russell: stesso mobile chiuso e stesse dimensioni, ma cinque altoparlanti invece di quattro, con un woofer da 12 pollici. Il giradischi MT5 usa un cuscinetto a sospensione magnetica, con contatto minimo tra le parti.
Chi cerca un solo apparecchio, con preamplificazione a valvole e gestione semplice, trova nell'MA252 il punto d'ingresso più naturale; con diffusori impegnativi o ambienti grandi gli integrati con Autoformer come l'MA8950, da 200 watt, o l'MA9500, da 300 watt, garantiscono la piena potenza su 2, 4 e 8 ohm. Chi preferisce la catena a componenti separati può abbinare un preamplificatore della serie C a un MC275 VI, ideale con diffusori di buona sensibilità, oppure a un finale a stato solido quando serve più potenza.
Nel nostro showroom di Carpi puoi ascoltare gli apparecchi McIntosh in sala d'ascolto, confrontarli con i tuoi diffusori e ricevere consulenza sull'abbinamento. Gli stessi modelli si possono ordinare online su audiocostruzioni.com con spedizione, chiedendoci prima un consiglio via email se serve.
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