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Descrizione

I McIntosh XRT1.1K sono diffusori da pavimento a 4 vie bass reflex con tecnologia line array, derivati dagli XRT2.1K ma più compatti: 35 cm più bassi, alti 1,80 metri, e 78 kg più leggeri, così si adattano a più ambienti. Reggono 1.200 watt e scendono fino a 16 Hz.

Ogni diffusore usa 70 altoparlanti: quattro woofer da 6,5 pollici e due midrange inferiori da 6,5 pollici in nanofibra di carbonio e Nomex a nido d'ape, a lunga escursione, nel mobile dei bassi; 24 midrange da 2 pollici e 40 tweeter da 3/4 di pollice a cupola in alluminio-magnesio sulla colonna line array sospesa davanti al mobile. Tutti derivano dal progetto XRT2.1K. Il crossover usa componenti a bassa perdita e fusibili PTC a ripristino automatico per proteggere gli altoparlanti.

Perché un line array? Chi siede vicino non viene investito da un volume eccessivo, chi è lontano non sente un calo di livello: l'immagine stereo resta stabile in quasi tutti i punti della stanza. Tre coppie di morsetti Solid Cinch consentono tri-wiring e tri-amplificazione. Il mobile è laccato nero lucido a sette strati con inserti in alluminio, la base in alluminio lavorato e vetro con piedini regolabili e logo illuminabile tramite Power Control.

Specifiche

Tipo diffusore passivo
Sensibilità 89 dB
Impedenza nominale 8 ohm
Risposta in frequenza 16 Hz – 45 kHz
Configurazione vie 4
Tipo cabinet bass reflex
Potenza max gestibile 1200
Woofer 4 da 6,5" in nanofibra di carbonio e Nomex a nido d'ape, lunga escursione
Midrange 2 da 6,5" in nanofibra di carbonio e Nomex a nido d'ape (inferiori); 24 a cupola da 2" in alluminio-magnesio (superiori)
Tweeter 40 a cupola da 3/4" in alluminio-magnesio
Frequenza crossover 150 Hz, 400 Hz, 2 kHz
Materiale cabinet Laccato nero lucido a sette strati con inserti in alluminio; base in alluminio e vetro
Connettori 3 coppie di morsetti Solid Cinch (tri-wiring e tri-amplificazione)
Dimensioni L 53,9 × A 179,7 × P 53,9 cm
Peso 82 kg
Finitura Nero lucido (Piano Black) con inserti in alluminio

Sul marchio

McIntosh Laboratory fu fondata nel 1949 da Frank H. McIntosh e Gordon Gow a Silver Spring, nel Maryland, e nel 1951 si trasferì a Binghamton, nello stato di New York, dove ha tuttora sede. Dal novembre 2024 il McIntosh Group, che comprende anche Sonus faber, appartiene all'americana Bose, che ha dichiarato di voler mantenere i due marchi concentrati su amplificatori, diffusori e giradischi.
La storia di McIntosh inizia con il circuito Unity Coupled, brevettato agli esordi dell'azienda e alla base del primo amplificatore, il 50W-1: una particolare configurazione del trasformatore d'uscita che riduceva la distorsione rispetto agli amplificatori dell'epoca e che è ancora oggi impiegata nei finali a valvole come l'MC275. Il design è inconfondibile: frontali in vetro nero, adottati dagli anni Sessanta, e i caratteristici VU meter illuminati di blu, presenti dalla metà degli anni Settanta. I trasformatori vengono ancora avvolti a mano all'interno dell'azienda.
Tra le soluzioni tecniche distintive ci sono gli Autoformer, gli autotrasformatori d'uscita impiegati in molti finali e integrati a stato solido, che permettono di erogare la piena potenza nominale su carichi da 2, 4 e 8 ohm; il Power Guard, circuito brevettato che confronta il segnale d'ingresso con quello d'uscita e limita il clipping; il Sentry Monitor, protezione senza fusibili che scollega lo stadio finale quando la corrente supera i limiti di sicurezza e ripristina automaticamente il funzionamento.
La gamma copre l'intera catena. Tra gli integrati ci sono l'MA252, primo integrato ibrido del marchio, con preamplificatore a valvole 12AX7 e 12AT7, finale a transistor da 100 watt su 8 ohm e uscita cuffie, e l'MA12000, ibrido da 350 watt per canale, oltre agli integrati a stato solido MA5300, MA7200, MA8950 e MA9500 e al valvolare MA2375. Il finale a valvole MC275 VI eroga 75 watt per canale con valvole KT88, oppure 150 watt in configurazione mono; i finali a stato solido vanno dall'MC152 al monofonico MC2.1KW da 2.000 watt. Completano la proposta i preamplificatori C22 MKV, C49, C55, C2800 e C12000, i lettori MCD85, MCD350, MCD600 e MCD12000, lo streamer DS200, l'amplificatore per cuffia MHA200, i giradischi MT2, MT5 e MT10 e i diffusori XR100, XRT1.1K, XRT2.1K e ML1 MK II.
La ML1 MK II riprende la ML1 progettata intorno al 1970 da Roger Russell: stesso mobile chiuso e stesse dimensioni, ma cinque altoparlanti invece di quattro, con un woofer da 12 pollici. Il giradischi MT5 usa un cuscinetto a sospensione magnetica, con contatto minimo tra le parti.
Chi cerca un solo apparecchio, con preamplificazione a valvole e gestione semplice, trova nell'MA252 il punto d'ingresso più naturale; con diffusori impegnativi o ambienti grandi gli integrati con Autoformer come l'MA8950, da 200 watt, o l'MA9500, da 300 watt, garantiscono la piena potenza su 2, 4 e 8 ohm. Chi preferisce la catena a componenti separati può abbinare un preamplificatore della serie C a un MC275 VI, ideale con diffusori di buona sensibilità, oppure a un finale a stato solido quando serve più potenza.
Nel nostro showroom di Carpi puoi ascoltare gli apparecchi McIntosh in sala d'ascolto, confrontarli con i tuoi diffusori e ricevere consulenza sull'abbinamento. Gli stessi modelli si possono ordinare online su audiocostruzioni.com con spedizione, chiedendoci prima un consiglio via email se serve.

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Anatomia di una torre: cosa rende unico un diffusore

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McINTOSH
XRT1.1K

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