Il Primare I25 DAC, che Primare chiama I25 DAC DM36, unisce la piattaforma dell'amplificatore integrato I25 alla scheda di conversione DM36. Lo stadio finale in classe D analogica UFPD 2 eroga 100 W per canale su 8 ohm e 200 W su 4 ohm. Ai cinque ingressi analogici RCA si aggiungono sette ingressi digitali: un solo apparecchio fa da amplificatore e da DAC hi-res per TV, computer, lettore CD e streamer.
Il DM36 usa il chip ESS ES9068A, con architettura HyperStream II e circuito di eliminazione del jitter; secondo Primare, rispetto al precedente modulo DM35 restituisce più dettaglio e una scena più ampia e precisa. L'ingresso USB-B accetta PCM fino a 384 kHz / 32 bit e DSD256, i quattro ottici e i due coassiali arrivano a 192 kHz / 24 bit. C'è la decodifica MQA completa, segnalata sul display, e un sovracampionamento opzionale che porta i segnali a 44,1 e 48 kHz rispettivamente a 88,2 e 96 kHz.
Come si collega la TV al Primare I25 DAC? Con un cavo ottico Toslink dall'uscita audio digitale del televisore a uno dei quattro ingressi ottici. Il computer si collega alla presa USB-B e l'I25 lavora come DAC USB. L'uscita coassiale RCA ripete il segnale degli ingressi digitali, oppure converte quelli analogici a 48 o 96 kHz per un registratore o un altro convertitore.
La sezione di amplificazione è quella dell'I25: amplificatore d'errore che non limita la banda, distorsione sotto lo 0,01%, alimentazione switching APFC pronta sui transitori, ingressi commutati da relè. Primare suggerisce di abbinarlo alla meccanica CD DD35, che ha solo uscite digitali e lascia la conversione al DM36.
La piattaforma resta aggiornabile: aggiungendo in qualsiasi momento il modulo di rete Prisma SM35, l'I25 DAC diventa un I25 Prisma, con Chromecast built-in, AirPlay 2, Spotify Connect, Roon Ready e gestione multi-room dall'app. Display OLED, telecomando C25, RS-232 e trigger 12 V completano la dotazione.