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Sansui AU-519
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Descrizione

Il Sansui AU-519 è un amplificatore integrato stereo prodotto tra il 1979 e il 1980, espressione matura della filosofia costruttiva che ha reso Sansui un riferimento assoluto nell'alta fedeltà analogica di quegli anni. Con una potenza di 2×70 watt su 8Ω e una distorsione armonica totale inferiore allo 0,008%, l'AU-519 si colloca ancora oggi tra gli amplificatori vintage più apprezzati dagli audiofili che cercano solidità circuitale, neutralità timbrica e affidabilità nel tempo.

Il progetto circuitale privilegia la pulizia del segnale in ogni stadio. Il fattore di smorzamento dichiarato è 100, un valore che garantisce un controllo preciso sull'altoparlante, con bassi ben definiti e privi di rilassamenti indesiderati. La banda passante si estende da DC fino a 400kHz, ben al di là dell'udibile, a testimonianza di un approccio ingegneristico orientato alla massima trasparenza.

Uno degli aspetti più interessanti dell'AU-519 per chi acquista un amplificatore vintage da utilizzare in un impianto hi-fi moderno o misto è la presenza dei connettori Pre Out / Main In separati. Questa caratteristica consente di inserire un processore di segnale, un equalizzatore o un preamplificatore esterno nella catena audio, oppure di utilizzare la sola sezione finale di potenza in abbinamento a un preamplificatore dedicato. Una flessibilità rara a questo livello di gamma negli anni '80.

Il pannello posteriore dispone di due ingressi phono MM (Phono 1 e Phono 2), ciascuno con impedenza d'ingresso di 47kΩ e sensibilità di 2,5mV, ideali per il collegamento di giradischi con testina a magnete mobile. La separazione tra canali sugli ingressi phono è di 60dB, che sale a 65dB per gli ingressi di linea (AUX, Tuner, Tape). Il rapporto segnale/rumore raggiunge i 100dB sulle sorgenti di linea, 80dB sul phono: valori che garantiscono un fondale silenzioso anche in ascolti a volume elevato.

Sul piano dei controlli tonali, l'AU-519 offre regolazione di bassi (±10dB a 50Hz) e alti (±10dB a 15kHz), un filtro subsonic a −3dB a 16Hz con pendenza di 6dB/ottava per proteggere gli altoparlanti dalle risonanze meccaniche del giradischi, e una funzione loudness (+10dB a 50Hz, +10dB a 15kHz) per il compenso fisiologico agli ascolti a basso volume.

Chi si chiede qual è un buon amplificatore integrato vintage con doppio ingresso phono e pre/main separati troverà nell'AU-519 una risposta solida e coerente. Il frontale accoglie anche un'uscita cuffia, mentre il pannello posteriore mette a disposizione tre prese AC per alimentare le sorgenti collegate. È possibile connettere due coppie di diffusori e gestire la copia tra due deck tramite i loop Tape 1 e Tape 2.

Costruito in Giappone con la cura tipica della produzione Sansui di fine anni '70, l'AU-519 pesa 15,6kg e misura 430×168×390mm: dimensioni e massa che riflettono la generosità del trasformatore e la qualità dei componenti interni. Un amplificatore che, opportunamente revisionato, è ancora in grado di competere con soluzioni moderne di fascia media, rappresentando al contempo un oggetto dal forte valore collezionistico.

Specifiche

Tipologia amplificazione transistor
Potenza RMS per canale 70 W
Carico di riferimento 8 ohm
Stadio phono MM
Ingressi analogici Phono 1, Phono 2, AUX/CD, Tuner, Tape 1, Tape 2, Main In
Anno produzione 1979-1980
Distorsione armonica (THD) 0.008 %
Risposta in frequenza DC-400kHz
Rapporto S/N 100 dB
Sensibilità ingresso linea 150mV
Impedenza ingresso 47 kOhm
Impedenza carico phono 47 kΩ
Paese di origine Giappone
Peso 15.6 kg
Dimensioni (LxAxP) 430 x 168 x 390 mm
Finitura Nero
Consumo elettrico 580 W

Sul marchio

Sansui è uno dei nomi più amati dell'hi-fi giapponese. Il periodo che gli appassionati ricordano va dagli anni Sessanta agli anni Novanta, quando l'azienda progettava e costruiva in Giappone amplificatori, sintonizzatori e giradischi che hanno segnato più generazioni di ascoltatori.

Sansui: che marca è

La Sansui Electric fu fondata a Tokyo il 3 giugno 1947 da Kosaku Kikuchi. All'inizio produceva trasformatori. Dal 1954 passò ad amplificatori e preamplificatori a valvole, e nel 1958 presentò i suoi primi preamplificatori e finali stereo a valvole. Negli anni Settanta si fece conoscere anche per la quadrifonia, con il sintetizzatore QS-1 del 1971 e il decoder QS Vario Matrix del 1973. In quegli anni il catalogo comprendeva amplificatori, sintonizzatori, sintoamplificatori, giradischi, piastre a cassette e registratori a bobine.

Poi il mercato cambiò. La sede di Shin-Yokohama chiuse nel 2001 e, all'inizio degli anni Duemila, finì in Giappone la produzione degli amplificatori di fascia alta. La società giapponese si è poi fermata nel 2014. Da allora il nome Sansui compare anche su prodotti fatti da altre aziende su licenza, che con i modelli storici hanno in comune solo il marchio.

Gli amplificatori integrati serie AU

La serie AU è il cuore della storia Sansui. Il frontale nero opaco, tipico di questi integrati, risale alla metà degli anni Sessanta. Tra i modelli che molti ricordano c'è l'AU-999 del 1970, un integrato a stato solido senza condensatori d'uscita. Il più celebre è forse l'AU-9500, presentato nell'ottobre 1972 come ammiraglia: circa 75-80 watt per canale e oltre 20 kg di peso.

Diamond Differential, X-Balanced e l'arrivo del digitale

Verso la fine degli anni Settanta Sansui introdusse il circuito «Diamond Differential» nello stadio di potenza, per esempio sull'AU-D607. Nel 1984 l'AU-D907X portò la tecnologia «X-Balanced», che usa un pilotaggio bilanciato per ridurre gli effetti della massa sul suono. L'evoluzione di questi circuiti è proseguita negli anni successivi fino ai modelli della serie Alpha, rimasti in catalogo fino al 2000.

Alla fine degli anni Ottanta arrivò l'AU-X911DG, con convertitore D/A integrato per collegare direttamente un lettore CD: un segno di come il marchio cercasse di accompagnare gli integrati tradizionali verso le nuove sorgenti digitali.

Cosa rende riconoscibile un Sansui

Il primo tratto è estetico. Il frontale nero opaco degli integrati AU ha distinto per decenni i Sansui dagli apparecchi di altri costruttori giapponesi, spesso argentati, e ancora oggi basta uno sguardo per riconoscerli.

Il secondo è tecnico. Per tutta la sua storia Sansui ha lavorato soprattutto sullo stadio di potenza: dall'uscita senza condensatori dell'AU-999 ai circuiti Diamond Differential e X-Balanced, l'obiettivo è sempre stato ridurre ciò che si interpone tra il segnale e i diffusori.

Il terzo è la completezza dell'offerta. Negli anni d'oro era possibile costruire un intero impianto Sansui, dal giradischi al sintonizzatore fino all'amplificazione, con un'estetica coordinata. Per chi si avvicina al marchio oggi è utile distinguere tra i modelli storici, progettati dalla Sansui Electric, e i prodotti più recenti che portano lo stesso nome su licenza.

Informazioni e consulenza

Audiocostruzioni è un negozio con showroom e sala d'ascolto a Carpi e uno store online su audiocostruzioni.com. Per informazioni sui modelli Sansui o per una consulenza sull'impianto puoi scriverci via email oppure passare in negozio: nella sala d'ascolto ti aiutiamo a scegliere diffusori e sorgenti adatti alle elettroniche che possiedi.

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