Il Gryphon Hyperion Mono è la versione a due telai del nuovo finale Gryphon erede del Mephisto: una coppia di finali monofonici in pura Classe A, venduti insieme, ognuno da 200 W su 8 Ω, 400 W su 4 Ω e 800 W su 2 Ω. Come l'Hyperion Stereo usa i transistor di uscita dell'Apex, il cablaggio interno in argento a conduttore solido e nessuna retroazione negativa globale.
Ogni telaio dedica a un solo canale tutto quello che nello stereo serve due canali: 40 transistor bipolari di uscita, 500.000 µF di filtraggio e due trasformatori toroidali da 1.500 VA su fusioni disaccoppiate. Sulla coppia fanno 80 transistor, un farad di capacità e quattro trasformatori, con 20 W in più per canale su 8 Ω rispetto alla versione stereo e un'impedenza di uscita scesa a 0,010 Ω. L'ingresso adotta il nuovo doppio JFET a bassissimo rumore con doppio transistor bipolare appaiato, su circuiti stampati a quattro strati.
Quando conviene la versione mono dell'Hyperion? Quando si vuole un'alimentazione dedicata a ogni canale e cavi di potenza corti: i due finali si possono sistemare ciascuno accanto al proprio diffusore. Sul retro di ogni telaio c'è un ingresso XLR bilanciato da 10 kΩ con un XLR di rinvio (pass-thru) e due coppie di morsetti in parallelo, utili per il bi-wiring.
Il Green Bias si regola come sullo stereo: in High tutti i 200 W sono in Classe A, in Mid i primi 90 W, in Low il minimo per restare caldi. Con un preamplificatore Gryphon dotato di una sola uscita Green Bias basta collegare il primo finale e riportare il comando al secondo tramite il rinvio. Ciascun finale ha una sola vaschetta IEC C20 per cavo C19 e a riposo assorbe da 206 a 715 W a seconda del bias.
I telai misurano 59,4 × 33 × 65,4 cm e pesano 126 kg l'uno, in finitura nera «Nordic Noir» con dissipatori sovradimensionati. Completano la dotazione l'accensione soft start, l'indicatore di polarità di rete, il trigger 12 V, l'aggiornamento firmware via USB e la protezione non intrusiva. Ogni finale viaggia nella propria cassa.