Cavo alimentazione SB3 Schermato 1.5m

Il prezzo originale era: 120,00 €.Il prezzo attuale è: 70,00 €.

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Audiocostruzioni nasce da qui. Non tutti sanno che il primo prodotto venduto dalla nostra attività è proprio questo cavo: un cavo schermato con tre conduttori da 2.5mmq e una calza come schermatura.
Assemblato dal nostro elettricista, lunghezza 1.5 metri, schuko e VDE.

Il commento dell’amico Cristiano

Per chi abita in Val Padana, in particolare ad un passo dalle rive del grande fiume (il Po), non è per niente raro trascorrere intere giornate uggiose e nebbiose, di totale immersione nella frigida umidità. Ci sono giorni in cui, appunto, si possono persino trascorrere attimi di noia, di svogliatezza, in simbiosi col grigiore climatico tardo autunnale.

Proprio in uno di questi momenti mi è venuta l’idea di sfogliare un annuario audio, concentrando la mia attenzione sui cavi di connessione, di potenza, di alimentazione.

Mi sono reso conto (vabbè, ne ero già consapevole) dell’abnorme numero di marchi e di modelli, di cui forse conosco soltanto un terzo fra vecchi, storici e nuovi, dei quali avrò testato, manipolato, acquistato, la centesima frazione.

Ciò che più mi ha impressionato, sono i listini di vendita al pubblico: a spanne, almeno il 50% dei modelli raccolti nell’annuario costa qualche centinaio di euro, sovente si raggiunge il migliaio, in taluni casi (poi non tanto sparuti), i prezzi ammontano alle migliaia di euro, quanto un finale di potenza di classe già elevata! Se è ovvio a tutti che i cavi di potenza abbiano sviluppi di almeno 2-3 metri, i cavi di alimentazione e di segnale sono propinati nel classico taglio da un metro terminato (con connettori che, anch’essi, costano quasi quanto il cavo al metro sciolto!).

Or bene, focalizzando l’attenzione sui cavi d’alimentazione, quanto può costare un metro di cavo della qualità migliore, realizzato con la migliore tecnologia e i migliori materiali?

Il costo del rame metallico per cavi industriali è valutabile attorno a €6,1/kg (aggiornamento febbraio 2013); il prezzo IVA esclusa al metro lineare di un eccellente cavo tripolare schermato per bassa tensione (sino a 1 kV) e di sezione 4mm², si aggira attorno ad €8,5. Si aggiungano i costi di trasporto, distribuzione, i ricarichi di guadagno nei vari passaggi della filiera di vendita, possiamo ipotizzare un prezzo finale di €20-25/metro (ma davvero di un cavo che, oltre ad avere ottime peculiarità costruttive, possiede anche caratteristiche di resistenza e propagazione del fuoco, elevata resistenza alle sollecitazioni meccaniche, resistenza chimica, ecc).

Se si aggiungono: una bella calza esterna colorata, una spina schuko e una presa VDE di eccellente qualità, un minimo di manodopera, a livello artigianale si potrebbe infine ipotizzare un controvalore di 50 euro per un metro terminato.

In vendita al dettaglio, 100 euro costituirebbero un giusto ricavo per tutti, per un cavo di alimentazione d’alta qualità e fabbricazione.

Se ci si dovesse “accontentare” comunque di un buon cavo industriale tripolare schermato di medesima sezione dei conduttori, sicuramente si potrebbe rosicchiare ancora qualche euro. Ricordo, tempo fa, di aver costruito personalmente tre cordoni di alimentazione partendo da uno spezzone di tre metri di cavo schermato tripolare Pirelli (e chi si ricorda più il modello!), terminato con oneste spine e prese Vimar o equivalenti, forse spendendo per tutte e tre le realizzazioni, complessivamente anche meno di 50 euro. Per la cronaca, che interesserà a nessuno, i tre Pirelli sono ancora in mio possesso, che uso per prove comparative.

Bene, è cosa nota a tutti, la proverbiale pigrizia degli audiofili: perché costruirsi in proprio un cavo d’alimentazione, assolutamente anonimo e privo di griffe, quando con svariati bigliettoni verdi si può accedere di diritto al nirvana dell’hi-end, ottenendo parimenti il pretesto per sbandierare ai quattro venti (leggi: amici, conoscenti audiofili, forum e blog) il proprio possesso?

Ad onor di logica, potrebbero esistere in commercio cavi per usi audio (e non solo) frutto di progetti basati su precise ricerche scientifiche, costruiti secondo peculiari capitolati tecnici, per i quali i costi di produzione e, infine, di vendita al dettaglio, sarebbero (sono?) di qualche ordine di grandezza superiore.

Sarebbe interessante raccogliere l’esperienza legata ai costi di produzione e al mercato di un’industria per cavi elettrici: sono convinto che si possa anche scientificamente accertare il lato più sprovveduto e ingenuo dell’audiofilo medio, fermi restando i dogmi dell’elettricità e dell’elettrotecnica.

Ovvero, le connessioni hanno il loro rilievo all’interno di un sistema stereofonico per la riproduzione musicale di qualità; sarebbe assurdo confutare quanto invece l’apparato uditivo percepisce anche con una certa facilità e riproducibilità (qualcuno sosterrebbe: non c’è peggior sordo di chi non vuol ascoltare). Le differenze percettive divengono più sottili, quasi evanescenti, quando si pongono a confronto fra loro cavi di ottima qualità, piuttosto che con la classica piattina ove vale più la plastica isolante che non il suo contenuto metallico!

Anch’io mi ritengo, ormai, un audiofilo pigro, probabilmente della categoria dei Bradypus Audiophilus perché non appena mi è stato proposto il nuovo cavo d’alimentazione di casa Audiocostruzioni, me lo sono accaparrato immediatamente per sfruttarne i servigi nel mio impianto di casa.

Il cordone d’alimentazione, che quasi certamente sarà denominato SB4 per via della sezione dei suoi conduttori pari a 4mmq, si basa su di un ottimo cavo tripolare prodotto dalla Belden Wire & Cable B.V., il cui logo compare a caratteri cubitali lungo la trasparente guaina esterna, seguito dalla serigrafia: “15302, 3×4.0 mmq, SYSF03”.

Il modello SYSF03 è un cavo composto di tre conduttori, tutti realizzati con 56 trefoli di rame nudo da 0,3mm, per una sezione complessiva cadauno di 4mmq; ogni conduttore è isolato in una guaina di PVC, i tre conduttori sono poi incapsulati in un materiale di riempimento (bedding) di PVC ad elevato isolamento e resistenza meccanica.

La schermatura è realizzata in treccia d’acciaio galvanizzato, che comporta un certo irrigidimento a una struttura complessiva altrimenti flessibilissima, ed è protetta da una guaina esterna in PVC trasparente che la lascia completamente in vista, per un effetto estetico per nulla spiacevole.

Il diametro complessivo del cavo risulta così essere pari a 13,23mm. Si riportano di seguito le altre caratteristiche dichiarate dal Costruttore:

Sia la presa VDE sia la spina Schuko sono realizzate in Cina ma, in barba ai detrattori di tutto ciò che è regolarmente importato da questa nazione asiatica, la loro costruzione e i materiali impiegati sono di rassicurante qualità e affidabilità. In effetti, vi è una certa somiglianza con le più blasonate realizzazioni Furutech, anche se obiettivamente a un confronto diretto i prodotti giapponesi si distinguono per la maniacale attenzione alle finiture, la robustezza dei contatti e dei polimeri impiegati per la scocca plastica.

Come per altri manufatti cinesi (non tutti, of course, perché i contadini di un tempo insegnano che “non si può fare di tutta l’erba un fascio”), anche queste spine vantano a mio parere un rapporto qualità/prezzo molto conveniente: difficilmente poi si possono trovare analoghi prodotti presso la grande distribuzione elettrica civile.

In particolare, la spina Schuko è del tipo ibrido F + E (secondo CEE 7/7), cioè una Franco-Tedesca a 2 poli con contatti di terra laterali e terra femmina. Il suo sviluppo permette dunque di interfacciarsi con la presa CEE 7/4 (tipo F, o schuko tedesca) mentre il contatto femmina di terra è in grado di accettare il perno della presa di tipo E francese.

Come le spine E e F, anche questa spina è progettata per sopportare una corrente massima di 16 A.

Un poco di guaina termorestringente completa una realizzazione artigianale di ottimo livello, a mio parere superiore a buona parte dei prodotti concorrenti di prezzo simile o anche superiore.

Impressioni:

Flessibilità meccanica: buona.

Resistenza alle sollecitazioni meccaniche: molto buona.

Costruzione: ottima.

Ho utilizzato il cavo SB-4 per alimentare sia elettroniche a basso consumo ma più sensibili di altre ai disturbi RF e agli spikes elettrici, come il convertitore D/A Audio Research Dac-5 o i preamplificatori valvolari Doma Grido Tube e Synthesis PL/1, che i finali Audio Research Classic 30 e D-200.

L’Audiocostruzioni Sb-4 ha sostituito, di fatto, concorrenti quali Bada SP100, Audiocostruzioni SB-3, PS-Audio Power Prelude SC, Analog Research Silver Raincoat, Xindak FA-Gold, un cavo d’alimentazione di serie per computer, alcune mie realizzazioni con cavi schermati per uso industriale.

Mi sembra ridicolo disquisire di sensazioni d’ascolto in funzione di una scaletta musicale di registrazioni d’alto livello qualitativo, quando si parla di un solo cavo d’alimentazione inserito in una catena stereofonica di una certa complessità, a monte della quale vi sono filtri e isolatori di rete.

Fatto salvo il confronto con un cavo commerciale di serie per computer che, usato in luogo del modello SB-4 per connettere alla rete i pre e i finali, introduceva un’evidente confusione fra i vari piani sonori all’interno della scena acustica, il nuovo prodotto di Audiocostruzioni compete in tutto e per tutto con gli altri cavi presi a paragone.

Beh, forse lo Xindak sembra possedere maggior autorità e definizione in gamma bassa, forse l’Audiocostruzioni SB-3 soffre leggermente in dinamica quando chiamato a gestire l’Audio Research D-200, ma con i restanti cavi non sono veramente riuscito a cogliere differenze degne di menzione in nessun parametro acustico.

Conclusioni:

Mi è difficile disquisire ulteriormente di un prodotto realizzato peraltro da un amico, per cui mi limiterò soltanto a ribadire che si tratta di una cavo di alimentazione di ottima fattura, capace di sopportare tranquillamente tutta la potenza elettrica di un’abitazione domestica (3 KW), soprattutto in grado di dare le medesime prestazioni di analoghi cavi di pari sezione dei singoli conduttori.

Come sempre, è possibile anche la personalizzazione della lunghezza e la terminazione a richiesta con spine e prese Furutech (l’aumento di prezzo subirà un incremento di almeno 50-60 euro, considerando sia per le spine che per le prese di tipo Fi 11 CU un costo di listino pari a €40/cadauna), oltre alla calza di copertura in nylon nero, per un cavo infine esclusivo anche nei dettagli.

L’esemplare in mio possesso, rimarrà connesso in pianta stabile ad una delle mie elettroniche, per future prove comparative.

Nel frattempo, ne sfrutto i suoi buoni servigi.

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