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Descrizione

Il JBL L220, noto anche come Oracle, è uno dei diffusori hi-fi da pavimento più riconoscibili della produzione americana di fine anni Settanta. Nasce dal trasferimento diretto della tecnologia dei monitor da studio JBL all'ascolto domestico, in una colonna alta poco più di un metro e venti con baffle a sviluppo verticale.

La configurazione è a 3 vie con radiatore passivo. In gamma bassa lavora il woofer LE14A da 36 cm, lo stesso montato sull'L101, con magnete in Alnico V e bobina mobile da 10,2 cm avvolta a nastro di rame edgewise: una soluzione che privilegia la risposta ai transitori e l'efficienza. Ad affiancarlo c'è il radiatore passivo PR15C da 38 cm, derivato dall'Olympus S508 e di diametro superiore di circa il 30% rispetto al woofer. È questa coppia a estendere la gamma bassa senza ricorrere a un condotto reflex tradizionale, con un basso pieno e articolato che molti utilizzatori descrivono ancora oggi come pienamente estesa fino alla regione dei 30 Hz.

La media frequenza è affidata al cono LE5-9 da 13 cm, alloggiato in una camera separata e montato su un sub-baffle arretrato, con lente acustica frontale che riconduce l'emissione sul piano del baffle principale e la diffonde con angolazione controllata. In alto opera il tweeter a tromba 076, l'ellittico soprannominato Cat's Eye, con diaframma anulare, phasing plug e tromba esponenziale a sezione ellittica per il controllo della direttività. Tutti i centri di emissione sono allineati in verticale: l'obiettivo dichiarato era l'equalizzazione dei tempi di arrivo al baffle e una localizzazione dell'immagine più stabile. Il crossover dedicato integra reti di equalizzazione d'impedenza e correzione di fase attorno ai punti di incrocio a 800 Hz e 5 kHz.

Con 90 dB di sensibilità e 8 ohm di impedenza, l'L220 non è un carico critico e va d'accordo con amplificazioni di potenza contenuta, purché di qualità: un integrato valvolare ben dimensionato o uno stato solido classico degli stessi anni sono abbinamenti coerenti. Chi si chiede quale amplificatore serve per pilotare i diffusori JBL vintage a 3 vie trova qui una risposta rassicurante, perché l'efficienza elevata riduce la richiesta di corrente rispetto a molti diffusori moderni. I controlli di livello per medi e alti sul pannello frontale permettono poi di adattare il bilanciamento all'acustica della stanza, aspetto prezioso in ambienti riflettenti.

Il mobile è a sezione trapezoidale, scelta che riduce l'ingombro a pavimento mantenendo rigidità, con finitura tradizionale in noce nero lucidato a mano. Con 48 kg dichiarati e oltre un metro e venti di altezza, l'L220 chiede spazio e una stanza di medie o grandi dimensioni per esprimersi: su orchestrale, jazz acustico e grande rock analogico restituisce scala, corpo e dinamica difficili da ritrovare in prodotti contemporanei di pari fascia. Prodotto fuori produzione, oggi è un oggetto da mercato dell'usato e del collezionismo, particolarmente ricercato nelle versioni con componentistica originale.

Specifiche

Tipo diffusore passivo
Sensibilità 90 dB
Impedenza nominale 8 ohm
Configurazione vie 3
Tipo cabinet bass reflex
Woofer 1 x cono 36 cm (LE14A), magnete Alnico V, bobina 10,2 cm
Midrange 1 x cono 13 cm (LE5-9) con lente acustica
Tweeter 1 x a tromba ellittica (076)
Materiale cabinet noce nero lucidato a mano
Frequenza crossover 800 – 5.000 Hz
Potenza max gestibile 75
Dimensioni L 51,2 × A 122,5 × P 39 cm
Peso 48 kg
Anno produzione 1978
Finitura noce nero lucidato a mano

Sul marchio

JBL è stata fondata nel 1946 a Los Angeles da James Bullough Lansing, ingegnere e progettista di altoparlanti, dopo l'uscita da Altec Lansing. Dopo la sua scomparsa nel 1949 la società fu guidata da William Thomas, che ne abbreviò il nome in JBL; nel 1969 fu acquisita da Sidney Harman, cofondatore di Harman Kardon. Harman International è a sua volta parte di Samsung Electronics dal 2017. Il marchio americano è attivo sia nell'audio professionale sia nell'alta fedeltà domestica.
Dal mondo professionale JBL ha portato in casa i driver a compressione abbinati a trombe e guide d'onda. Nei monitor della serie 4300 il driver a compressione lavora con la tromba brevettata HDI (High-Definition Imaging). Il 4367 ne è l'esempio più completo: un woofer da 15 pollici 2216Nd a doppia bobina, derivato dal monitor da studio M2, e il driver a compressione D2430K da 3 pollici a doppio diaframma anulare, montato sulla tromba HDI, con una sensibilità dichiarata di 94 dB.
Gli Studio Monitor comprendono i passivi 4309, 4349 e 4367 e i diffusori attivi 4305P e 4329P. La serie Classic riprende l'estetica dei modelli storici: la L100 Classic MkII, ispirata alla L100 Century degli anni Settanta, ha un tweeter a cupola in titanio da 25 mm, un crossover rivisto con attenuatori per medi e acuti regolabili dall'utente e doppi morsetti per bi-wiring e bi-amplificazione. Accanto a lei ci sono la L82 Classic MkII, la L52 Classic, il subwoofer L10cs e la L42ms, un sistema musicale integrato con streaming e ingresso HDMI ARC. Lo streamer MP350 Classic, Roon Ready e compatibile con Spotify e Tidal Connect, AirPlay 2 e Chromecast, e il lettore CD350 Classic completano la catena.
Per l'ascolto stereo e l'home theatre ci sono le serie Stage 2 e Studio 6. Nella Stage 2 il tweeter a cupola in alluminio anodizzato da 25 mm lavora in una guida d'onda HDI di seconda generazione; le torri 260F e 280F, con due woofer da 6,5 e da 8 pollici, sono predisposte per i moduli Dolby Atmos 240H. Nella Studio 6 la Studio 698, a tre vie, usa un driver a compressione da 1 pollice dietro la guida d'onda HDI. Per pilotarle ci sono i sintoamplificatori audio-video della serie MA, dal MA310 al MA9100HP.
La scelta dipende soprattutto dallo spazio. In una stanza piccola o media il 4309 e la L82 Classic MkII sono i monitor più gestibili, da usare su stand dedicati come i JS-80, JS-120 e JS-150; salendo verso il 4349 e la L100 Classic MkII serve più spazio, e gli attenuatori della L100 aiutano ad adattare la risposta alla stanza. Il 4367 è pensato per ambienti grandi e, grazie all'alta sensibilità, si accontenta anche di amplificatori di potenza contenuta.
Chi vuole semplicità trova nei 4305P e 4329P soluzioni senza amplificatore esterno; la L42ms, con l'ingresso HDMI ARC, si collega anche al televisore. Per un sistema multicanale conviene partire da una coppia di torri Stage 2 o Studio 6 e completare con centrale, surround e subwoofer della stessa serie, per un timbro coerente, collegando tutto a un sintoamplificatore MA.
Nel nostro showroom di Carpi puoi ascoltare i diffusori JBL in sala d'ascolto e ricevere consulenza sull'abbinamento con la tua elettronica. Gli stessi modelli si possono ordinare online su audiocostruzioni.com con spedizione, chiedendoci prima un consiglio via email se serve.

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