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Descrizione

Il McIntosh C22 MkV è un preamplificatore valvolare stereo interamente analogico, quinta generazione di una sigla che accompagna il marchio di Binghamton dagli anni Sessanta. Sostituisce direttamente il C70 del 70° anniversario, di cui McIntosh dichiara le stesse prestazioni, e ne riprende il frontale in vetro nero e alluminio.

Il circuito impiega cinque valvole 12AX7A e una 12AT7, visibili attraverso la finestra in vetro sul pannello superiore. Gli ingressi sono sette, tutti analogici: due bilanciati XLR, tre sbilanciati RCA e due phono. Non c'è un DAC a bordo. È una scelta precisa, che lo rende adatto a chi usa già uno streamer o un lettore con convertitore proprio e cerca un preamplificatore a valvole dedicato solo al segnale analogico.

Qual è il preamplificatore valvolare giusto per chi ascolta soprattutto vinile? Il C22 MkV risponde con uno stadio phono MM/MC a ingressi separati: la capacità per le testine a magnete mobile e l'impedenza per quelle a bobina mobile si regolano dal frontale con due manopole dedicate. Si possono quindi collegare due giradischi, o due bracci, e adattare il carico senza aprire l'apparecchio.

I controlli di tono per bassi e alti agiscono a passi di 2 dB e si escludono del tutto con la funzione bypass. Le uscite variabili sono doppie, sia bilanciate sia sbilanciate, e permettono di pilotare due finali di potenza, ad esempio in biamplificazione. L'uscita cuffia da 6,3 mm usa l'amplificatore High Drive con circuito HXD (Headphone Crossfeed Director), che ricostruisce in cuffia una scena sonora più vicina a quella dei diffusori.

Le quattro uscite Power Control accendono e spengono gli altri componenti McIntosh collegati. Le porte dati permettono di comandare le sorgenti della casa dal telecomando in dotazione. L'abbinamento naturale è con i finali a valvole MC275 e MC1502, ma la risposta dichiarata fino a 100 kHz e l'uscita massima di 16 V sul bilanciato lo rendono compatibile anche con amplificatori a stato solido.

Specifiche

Tipologia amplificazione valvolare
Stadio phono MM+MC
Ingressi analogici 2 XLR bilanciati, 3 RCA sbilanciati, 1 phono MM, 1 phono MC
Peso 11,3 kg
Valvole utilizzate 5 × 12AX7A, 1 × 12AT7
Uscite analogiche 2 coppie XLR bilanciate, 2 coppie RCA sbilanciate, jack 6,3 mm cuffia
Risposta in frequenza 20 Hz – 20 kHz (+0, -0,5 dB); 15 Hz – 100 kHz (+0, -3 dB)
Distorsione armonica (THD) 0.08 %
Rapporto S/N 100 dB (linea), 75 dB (phono)
Sensibilità ingresso linea 900 mV (bilanciati), 450 mV (sbilanciati)
Impedenza ingresso 44 kΩ (bilanciati), 22 kΩ (sbilanciati) kOhm
Impedenza carico phono Da verificare Ω
Consumo elettrico 50 W
Dimensioni L 44,5 × A 15,2 × P 45,7 cm

Sul marchio

McIntosh Laboratory fu fondata nel 1949 da Frank H. McIntosh e Gordon Gow a Silver Spring, nel Maryland, e nel 1951 si trasferì a Binghamton, nello stato di New York, dove ha tuttora sede. Dal novembre 2024 il McIntosh Group, che comprende anche Sonus faber, appartiene all'americana Bose, che ha dichiarato di voler mantenere i due marchi concentrati su amplificatori, diffusori e giradischi.
La storia di McIntosh inizia con il circuito Unity Coupled, brevettato agli esordi dell'azienda e alla base del primo amplificatore, il 50W-1: una particolare configurazione del trasformatore d'uscita che riduceva la distorsione rispetto agli amplificatori dell'epoca e che è ancora oggi impiegata nei finali a valvole come l'MC275. Il design è inconfondibile: frontali in vetro nero, adottati dagli anni Sessanta, e i caratteristici VU meter illuminati di blu, presenti dalla metà degli anni Settanta. I trasformatori vengono ancora avvolti a mano all'interno dell'azienda.
Tra le soluzioni tecniche distintive ci sono gli Autoformer, gli autotrasformatori d'uscita impiegati in molti finali e integrati a stato solido, che permettono di erogare la piena potenza nominale su carichi da 2, 4 e 8 ohm; il Power Guard, circuito brevettato che confronta il segnale d'ingresso con quello d'uscita e limita il clipping; il Sentry Monitor, protezione senza fusibili che scollega lo stadio finale quando la corrente supera i limiti di sicurezza e ripristina automaticamente il funzionamento.
La gamma copre l'intera catena. Tra gli integrati ci sono l'MA252, primo integrato ibrido del marchio, con preamplificatore a valvole 12AX7 e 12AT7, finale a transistor da 100 watt su 8 ohm e uscita cuffie, e l'MA12000, ibrido da 350 watt per canale, oltre agli integrati a stato solido MA5300, MA7200, MA8950 e MA9500 e al valvolare MA2375. Il finale a valvole MC275 VI eroga 75 watt per canale con valvole KT88, oppure 150 watt in configurazione mono; i finali a stato solido vanno dall'MC152 al monofonico MC2.1KW da 2.000 watt. Completano la proposta i preamplificatori C22 MKV, C49, C55, C2800 e C12000, i lettori MCD85, MCD350, MCD600 e MCD12000, lo streamer DS200, l'amplificatore per cuffia MHA200, i giradischi MT2, MT5 e MT10 e i diffusori XR100, XRT1.1K, XRT2.1K e ML1 MK II.
La ML1 MK II riprende la ML1 progettata intorno al 1970 da Roger Russell: stesso mobile chiuso e stesse dimensioni, ma cinque altoparlanti invece di quattro, con un woofer da 12 pollici. Il giradischi MT5 usa un cuscinetto a sospensione magnetica, con contatto minimo tra le parti.
Chi cerca un solo apparecchio, con preamplificazione a valvole e gestione semplice, trova nell'MA252 il punto d'ingresso più naturale; con diffusori impegnativi o ambienti grandi gli integrati con Autoformer come l'MA8950, da 200 watt, o l'MA9500, da 300 watt, garantiscono la piena potenza su 2, 4 e 8 ohm. Chi preferisce la catena a componenti separati può abbinare un preamplificatore della serie C a un MC275 VI, ideale con diffusori di buona sensibilità, oppure a un finale a stato solido quando serve più potenza.
Nel nostro showroom di Carpi puoi ascoltare gli apparecchi McIntosh in sala d'ascolto, confrontarli con i tuoi diffusori e ricevere consulenza sull'abbinamento. Gli stessi modelli si possono ordinare online su audiocostruzioni.com con spedizione, chiedendoci prima un consiglio via email se serve.

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Una controtendenza consapevole nel 2026

Il MA2375 arriva in un momento storico particolare. Mentre la maggior parte dei produttori Hi-Fi spinge verso l'integrazione — DAC, streamer, Bluetooth, room correction — McIntosh sceglie la sottrazione. Niente moduli digitali, niente DSP, niente compromessi architetturali. Sei ingressi analogici: due bilanciati, tre sbilanciati e un ingresso phono MM/MC configurabile, oltre a due uscite per diffusori con selezione impedenza.

Spesso abbinato con

  • Nuovo
    McIntosh MC275 VI

    McIntosh MC275 VI

    11.900 € *
    Finali di potenza
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    Van Den Hul  D-102 III HYBRID coppia RCA - connettori VDH
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McIntosh
C22 MKV

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