Il Monrio Asty è un amplificatore integrato a stato solido progettato e costruito in Italia, nato come porta d'ingresso alla gamma del marchio fondato da Giovanni Gazzola. Eroga 55 watt per canale su 8 ohm con una filosofia costruttiva che privilegia la semplicità del percorso di segnale: nessun condensatore lungo la linea audio, cablaggio ridotto al minimo indispensabile e componentistica selezionata dove serve davvero.
Il cuore dell'apparecchio è l'alimentazione toroidale con secondari separati per canale destro e sinistro, affiancata da 40.000 µF di capacità di filtro e diodi ultra-fast. È una riserva di corrente generosa per la classe di potenza dichiarata, e si sente nel comportamento sui transienti: la macrodinamica resta composta anche quando il programma musicale si fa denso. Dove il segnale richiede necessariamente un condensatore, il progetto ricorre a elettrolitici audio-grade Muse e a film in polipropilene.
La sezione di ingresso mette a disposizione cinque ingressi di linea (Tape, Tuner, CD, Aux 1, Aux 2), sufficienti per un impianto stereo tradizionale con lettore CD, sintonizzatore e sorgente di rete. Non è presente uno stadio phono: chi arriva dal vinile deve prevedere un pre-phono esterno, cosa peraltro comune negli integrati italiani di questa fascia e di questo periodo.
Il vero elemento distintivo rispetto ad altri amplificatori integrati stereo coevi è l'ingresso Direct, una coppia di RCA che bypassa lo stadio di ingresso e il controllo di volume. Serve a collegare l'uscita pre di un processore audio/video: l'Asty diventa così il finale dedicato ai canali frontali o ai surround all'interno di un sistema multicanale, senza rinunciare al suo ruolo di integrato stereo quando il processore è spento. L'attivazione richiede lo spostamento di due ponticelli interni, quindi è un'operazione da eseguire a impianto scollegato o da affidare a un tecnico.
Come suona un amplificatore integrato italiano da 55 watt? L'impostazione timbrica dell'Asty è tendenzialmente neutra ma morbida: gamma bassa piena e corposa, più orientata alla sostanza che al nervo, medio-basso ben presente che dà corpo a voci e strumenti, gamma media calda e gamma alta rifinita senza asprezze. La ricostruzione scenica è sufficientemente profonda e ben svincolata dai diffusori. È un carattere che lo rende versatile su repertori diversi, dal jazz acustico alla musica da camera fino al rock ben registrato.
Sul fronte degli abbinamenti, l'Asty ha dimostrato di pilotare anche carichi impegnativi, ma dà il meglio con diffusori da scaffale o da pavimento di efficienza media o medio-alta e con una gamma bassa controllata. Da evitare i diffusori a bassissima sensibilità e quelli con basso ridondante. Il telaio in lamiera con frontale in alluminio satinato da circa 1 cm è sobrio e ben rifinito; il coperchio beneficia sensibilmente di un peso antirisonanza ai volumi più sostenuti. Anche la sensibilità al cavo di alimentazione è marcata: vale la pena sperimentare, prima di intervenire altrove.