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Descrizione

Il Pioneer CT-91a è la piastra a cassette di vertice della serie Reference, quella che i collezionisti europei conoscono come serie Urushi per via della finitura frontale nera lucida ispirata alle lacche giapponesi. Prodotto in Giappone tra il 1989 e il 1991, sostituisce il CT-91 del 1988 e precede il CT-93, mantenendo l'impostazione costruttiva più ambiziosa che Pioneer abbia dedicato al formato compatto: telaio ramato, meccanica a doppio capstan e trasporto a tre motori.

La configurazione a tre testine con testine separate di registrazione e riproduzione consente il monitoraggio da nastro in tempo reale: si ascolta ciò che è appena stato inciso, non il segnale in ingresso, e si correggono livelli e taratura mentre la registrazione è in corso. È la differenza sostanziale rispetto alle piastre a due testine, dove la verifica arriva solo a registrazione conclusa. Il doppio capstan isola la porzione di nastro che scorre davanti alle testine dalle irregolarità delle bobine, riducendo le fluttuazioni di velocità: il valore dichiarato di wow & flutter è ±0,022% WRMS, un dato che resta competitivo anche a distanza di trent'anni.

Sul fronte del trattamento del segnale il CT-91a offre Dolby B e Dolby C per la riduzione del rumore, con il Dolby HX Pro che agisce sul bias durante l'incisione per preservare l'estensione in alta frequenza sui passaggi più energici. Il filtro MPX commutabile elimina il pilota a 19 kHz nelle registrazioni da sintonizzatore FM, evitando che interferisca con il circuito di riduzione del rumore. Le regolazioni manuali di bias e livello permettono di calibrare la macchina sul nastro effettivamente in uso, senza affidarsi al solo rilevamento automatico del tipo di nastro (Type I, II e IV).

Come si sceglie una piastra a cassette vintage di alto livello? Il criterio decisivo è la meccanica, non il numero di funzioni: qui il trasporto full logic con caricamento motorizzato, i tre motori e la costruzione irrigidita del telaio pesano più di qualsiasi automatismo. Il display a fluorescenza con misuratori di picco a 15 segmenti per canale e risoluzione commutabile completa un'interfaccia pensata per registrare con precisione, non solo per riprodurre.

Cosa serve per collegare un registratore a cassette a un impianto hi-fi moderno? Bastano due cavi RCA verso un ingresso di linea con loop di registrazione, oppure un solo collegamento in uscita se l'obiettivo è la sola riproduzione e la digitalizzazione dell'archivio su nastro. L'uscita cuffia con livello regolabile consente l'ascolto diretto in fase di controllo. L'unità pesa 10,8 kg e richiede un ripiano stabile e ventilato; l'assenza di telecomando è coerente con l'impostazione da macchina da lavoro, pensata per essere usata con le mani sui comandi.

Il CT-91a si rivolge a chi possiede una collezione di nastri di qualità, a chi vuole trasferire in digitale registrazioni storiche con la minor perdita possibile, e a chi sta ricomponendo una catena Urushi completa insieme ad amplificatore A-91D, lettore PD-91 o sintonizzatore F-91. Trattandosi di un apparecchio d'epoca, condizioni estetiche, stato della meccanica e funzionalità sono verificati e descritti singolarmente: ogni esemplare fa storia a sé.

Specifiche

Anno produzione 1989
Paese di origine Giappone
Finitura Nero
Dimensioni L 45,7 × A 13,4 × P 37,2 cm
Peso 10,8 kg
Consumo elettrico 28 W
Risposta in frequenza 15 – 23000 Hz ±3 dB (Type I)
Wow & flutter 0.022 %
Ingressi analogici 2 x RCA linea
Uscite analogiche 2 x RCA linea
Telaio Ramato

Sul marchio

Pioneer nasce a Tokyo nel gennaio 1938, quando Nozomu Matsumoto apre un laboratorio di riparazione di radio e altoparlanti; l'anno prima aveva sviluppato l'altoparlante dinamico A-8. L'azienda ha preso il nome Pioneer Electronic Corporation nel 1961 e negli anni Settanta e Ottanta è stata uno dei grandi nomi giapponesi dell'hi-fi, con un catalogo che andava dai giradischi ai registratori, dagli amplificatori ai sintoamplificatori e ai diffusori.
Tra i modelli più ricordati c'è il giradischi PL-12D, presentato nel 1973 e per circa tre anni in testa alle vendite nel Regno Unito; il registratore a bobine RT-1020L, dello stesso anno; il finale in classe A Exclusive M4, del 1974, della linea di prestigio Exclusive; il ricevitore SX-1980 del 1978, della serie SX. Pioneer è stata protagonista anche del video domestico con il LaserDisc, il cui primo lettore per la casa uscì nel 1980, e più tardi con i televisori al plasma Kuro.
Il marchio esiste ancora, ma la sua storia recente è complessa. Nel 2014 Pioneer ha venduto al fondo KKR il settore delle apparecchiature per DJ, che oggi è un'azienda a sé, e ha concordato la cessione della divisione audio-video domestico a Onkyo, completata nel 2015. Dal 2021 gli apparecchi hi-fi a marchio Pioneer sono prodotti su licenza da una società comune di Premium Audio Company e Sharp, mentre Pioneer Corporation si dedica soprattutto all'elettronica per l'auto. Sul nostro sito si trovano solo esemplari usati e vintage.
Da Audiocostruzioni passano apparecchi Pioneer usati e vintage: quelli disponibili sono in questa pagina e si possono vedere e ascoltare nello showroom di Carpi oppure ordinare online con spedizione. Per qualsiasi domanda potete scriverci via email.

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