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Migliori giradischi: i 5 errori che fanno comprare quello sbagliato

Rega Planar 1

Le classifiche dei «migliori giradischi» durano quanto il modello che consigliano. Gli errori che fanno comprare quello sbagliato, invece, sono sempre gli stessi da vent’anni — e non dipendono da quale modello esce quest’anno. Li vediamo ripetersi in negozio ogni settimana, spesso da persone che hanno studiato parecchio prima di venire. Se ne eviti cinque, il giradischi giusto lo trovi da solo, in qualunque fascia di prezzo.

Errore 1: confrontare i giradischi guardando solo il prezzo del giradischi

È l’errore che costa di più, e quasi nessuno se ne accorge in tempo. Un giradischi da solo non suona: servono una testina e un preamplificatore phono. Due modelli che in vetrina costano uguale possono avere destini molto diversi, perché uno arriva già completo e l’altro no.

Prima di confrontare due prezzi, verifica sempre tre cose:

  • la testina è inclusa e già montata? Una testina decente da comprare a parte parte da qualche decina di euro e sale in fretta;
  • il phono è integrato? Alcuni modelli ce l’hanno a bordo con un interruttore, altri no, e il tuo amplificatore potrebbe non averlo;
  • il tuo amplificatore ha l’ingresso PHONO? Un ingresso AUX non va bene: il segnale di una testina è centinaia di volte più debole e va equalizzato.

È esattamente per questo che marchi come Pro-Ject vendono lo stesso telaio in versioni diverse: il T1 EVO e il T1 EVO Phono sono lo stesso giradischi, con e senza lo stadio phono a bordo. Se il tuo amplificatore l’ingresso phono ce l’ha già, quella differenza di prezzo sono soldi che puoi spostare altrove.

Errore 2: comprare il «tutto incluso» con gli altoparlanti dentro

Le valigette con il giradischi e le casse integrate costano poco e sembrano la porta d’ingresso perfetta. Il problema è meccanico, non di gusto: gli altoparlanti stanno dentro lo stesso mobile del braccio. Ogni vibrazione che producono torna alla puntina, che la legge come se fosse musica incisa nel solco.

C’è una seconda conseguenza, meno evidente e più seria: questi apparecchi montano quasi sempre testine ceramiche con forza di appoggio molto alta. Non è solo questione di suono — consumano i dischi. Se hai una collezione a cui tieni, o se erediti i vinili di qualcuno, è un rischio che non vale i soldi risparmiati.

La soglia sotto la quale è meglio aspettare è più bassa di quanto si creda. Già con i modelli d’ingresso dei marchi seri — un Teac TN-180BT, un Audio-Technica AT-LP70X — sei in un’altra categoria di oggetti: braccio vero, testina sostituibile, dischi che non si rovinano.

Errore 3: pensare al giradischi e non a dove appoggiarlo

Un giradischi è l’unico componente dell’impianto che legge un solco largo qualche centesimo di millimetro con una punta di diamante. Tutto quello che lo fa vibrare finisce nel suono. Ed è per questo che lo stesso giradischi, spostato di due metri, può sembrare un altro apparecchio.

Le regole sono poche e valgono a qualunque prezzo:

  • mai sopra o accanto ai diffusori, e mai sullo stesso mobile se puoi evitarlo;
  • un piano rigido e pesante batte un mobile elegante ma flessibile;
  • se il pavimento è in legno e cede quando cammini, valuta una mensola a muro: costa poco e risolve alla radice;
  • metti la bolla sul piatto. Un giradischi non in piano fa lavorare male il braccio, e questo si sente.

Se stai scegliendo anche la posizione dei diffusori, vale la pena leggere la nostra guida su come posizionare i diffusori: molte delle vibrazioni che arrivano alla puntina nascono lì.

Errore 4: dare per scontato che il vintage sia un affare

Lo diciamo da un negozio che di usato ne tratta tantissimo, quindi credici: un giradischi vintage può essere un ottimo acquisto o un pozzo senza fondo, e la differenza non si vede dalla fotografia.

Quello che va verificato prima di comprare:

  • la puntina. Su un apparecchio di quarant’anni è quasi sempre da sostituire, e su certe testine d’epoca il ricambio non esiste più;
  • la cinghia, se è a trazione a cinghia: si secca anche da ferma, ma di solito si trova;
  • i comandi automatici: i meccanismi di ritorno automatico sono la parte che si inceppa per prima e la più noiosa da rimettere a posto;
  • il coperchio: sembra un dettaglio estetico, ma su molti modelli è introvabile e pesa parecchio sul valore.

La domanda giusta non è «quanto costa», ma «quanto costa questo più quello che gli serve». Un classico pagato poco che poi chiede altrettanto di testina e revisione è un acquisto sensato solo se quel modello ti interessa davvero. Altrimenti, sommate le due cifre, il confronto va fatto con un Rega Planar 1 o un Pro-Ject T2, nuovi e in garanzia.

Audio-Technica AT-LP120X USB, giradischi a trazione diretta
La trazione diretta è nata nei club: ottima se ti serve, ma non regala nulla a chi ascolta seduto.

Errore 5: scegliere la trazione diretta «perché è quella dei DJ»

Cinghia o trazione diretta è la discussione più vecchia del vinile, e viene quasi sempre impostata male. Nessuna delle due è superiore in assoluto: sono due modi diversi di risolvere lo stesso problema, cioè isolare il piatto dalle vibrazioni del motore.

  • la cinghia fa da filtro meccanico fra motore e piatto, ed è la strada che la maggior parte dei costruttori hi-fi sceglie per l’ascolto domestico;
  • la trazione diretta raggiunge la velocità subito e la tiene con precisione, non ha cinghie da sostituire, e permette lo scratch — per cui è nata nei club.

Se ti serve un giradischi per ascoltare seduto sul divano, la trazione diretta non ti dà nessun vantaggio automatico. Ha senso se ti piace l’oggetto, se vuoi mixare, o se ti interessa non avere ricambi di consumo: in quel caso un Audio-Technica AT-LP120X USB è il classico della categoria. Per l’ascolto puro, nella stessa fascia, la scelta si allarga parecchio.

Come scegliere, in tre mosse

Se dovessimo ridurre tutto a un metodo:

  1. Parti dall’amplificatore, non dal giradischi: controlla se ha l’ingresso phono, e da lì saprai se ti serve un modello con stadio integrato.
  2. Decidi il budget totale, testina e phono compresi, e confronta i modelli su quella cifra — non sul prezzo di listino del solo telaio.
  3. Guarda dove lo metterai prima di ordinarlo. Se l’unico posto disponibile è il mobile su cui appoggiano i diffusori, risolvi quello prima di spendere.

Il resto — quale marca, quale modello — viene da sé una volta fissati questi tre punti. Se vuoi approfondire la scelta del primo apparecchio abbiamo una guida dedicata su come scegliere il primo giradischi.

In catalogo trovi giradischi dai modelli d’ingresso fino ai riferimenti assoluti, e una scelta ampia di testine e bracci se vuoi far crescere quello che hai già invece di cambiarlo. Se ci scrivi marca e modello del tuo amplificatore, dove pensi di appoggiare il giradischi e che dischi ascolti, ti diciamo cosa ha senso nella tua fascia — e anche quando conviene tenersi quello che hai e cambiare solo la testina.

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