L'Ortofon MC 90X riprende l'idea della MC A90, la testina con cui Ortofon introdusse il corpo in SLM (Selective Laser Melting), e la aggiorna con i materiali e i magneti di oggi. Il corpo è in acciaio inox realizzato con la fusione laser selettiva, in finitura blu: l'acciaio aumenta rigidità, massa e capacità dinamica, e porta il peso a 9,5 g, un valore che la rende compatibile con molti giradischi.
Lo stilo è il Replicant 100, il profilo Ortofon più vicino alla punta d'incisione: sottile, leggero, con una superficie di contatto molto estesa (r/R 5/100 µm). È lucidato con un procedimento speciale e montato su un cantilever in boro, una combinazione scelta per trasparenza, velocità e prontezza nella risposta.
Il magnete al neodimio deriva da modelli come Kontrapunkt, MC Jubilee e MC Windfeld, ed è compatto e leggero. Al suo interno lavora il Field Stabilizing Element (FSE), un piccolo cilindro conduttivo che mantiene stabile il campo mentre l'armatura si muove: aumenta la separazione tra i canali e riduce distorsione dinamica e intermodulazione. Le bobine sono in Aucurum, rame OFC placcato oro.
Lo smorzamento è affidato al Wide Range Damping (WRD): un disco di platino tra due gomme con caratteristiche diverse, che controlla tracciamento e risonanze su tutta la gamma. Ortofon produce internamente queste mescole e per la 90X le ha riviste.
Serve un trasformatore step-up per una MC da 0,25 mV? Non è obbligatorio, ma il guadagno deve essere alto: va bene un pre phono MC ad alto guadagno oppure uno step-up per bobine a bassa impedenza (4 Ω), con carico superiore a 10 Ω. Peso di lettura 2,3 g e cedevolezza di 11 µm/mN indicano bracci di massa media o medio-alta.